Archivio per la categoria Veneti al 1000×1000

Adesione alla campagna per un sondaggio scientifico sull’indipendenza

L’Associazione Veneti al 1000×1000, consapevole del proprio ruolo, aderisce e promuove attraverso i propri organi di comunicazione, alla campagna di fund raising promossa da Lodovico Pizzati, per la commissione di un sondaggio scientifico sull’indipendenza del Veneto, impegnandosi come previsto dal proprio statuto a sostenerla, riversando agli organizzatori della stessa i proventi raccolti .

Per le donazioni tramite bonifico bancario :

IBAN: IT26Z0503562180018570331075, presso Veneto Banca Villorba
intestato ad Associazione Veneti al 1000X1000
Causale: sondaggio indipendenza Veneto

Per versamenti dall’estero, codice BIC: VEBHIT2M

Con preghiera di diffusione.
Cordiali Saluti

Il Presidente
Gianluca Panto
www.1000×1000.org

Un aiuto per le popolazioni alluvionate di Liguria e Toscana

Trato da venetostato.com

La sezione di Treviso di Veneto Stato organizza una raccolta di aiuti concreti per gli alluvionati in Liguria e Toscana.

Abbiamo predisposto un centro di raccolta materiali in piazzetta S. Andrea, 9 a Treviso città, ex sede di Unindustria.
Questo centro di raccolta resterà aperto per una settimana circa.
Gli orari di apertura saranno indicativamente dalle 17 alle 21 per la settimana da sabato 29 ottobre a domenica 6 novembre.

Chiediamo inoltre a chi ha disponibilità come volontario di contattarci. Basta anche un’ora per un solo giorno per aiutarci a portare avanti questa iniziativa benefica.

Cosa donare: preferibilmente oggetti e materiali di volume ridotto, quali ad esempio vestiti, sedie etc. Alimenti di 1° necessità e non deperibili.

I raccolti saranno consegnati direttamente alle famiglie degli alluvionati dalla sezione di Treviso di Veneto Stato, senza intermediari.

Abbiamo anche messo a disposizione un conto corrente per le donazioni, come abbiamo fatto per gli alluvionati del Veneto.

Conto corrente (l’unico a livello nazionale per tutti i versamenti promossi da Veneto Stato):

IBAN: IT26Z0503562180018570331075, presso Veneto Banca Villorba
intestato ad Associazione Veneti al 1000X1000

Per versamenti dall’estero, codice BIC: VEBHIT2M

CAUSALE : Donazione pro alluvionati Liguria Toscana

Grazie per l’aiuto che potrete dare.

Veneto Stato
Sezione Treviso città


Al Veneto serve innovazione e sviluppo tecnologico

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solo il 32% delle famiglie venete ha in casa una connessione a banda larga: clicca per ingrandire

In questi giorni continuiamo ad assistere alla pubblicazione di notizie al limite del ridicolo da parte dei mezzi di informazione italiani, che d’altro canto sono come noto assistiti finanziariamente con soldi pubblici nostri e quindi ricattati dalla politica e ad essa asserviti.

Sono invece clamorosamente assenti dal dibattito pubblico le cose importanti che pure non mancano nell’attuale situazione di grave crisi economica che rende molti Veneti più poveri ogni giorno che passa. Credo che ognuno di noi viva sulla propria pelle e nel proprio quotidiano lo sconforto di una precarietà economica palpabile.

Ma come in realtà potremo cambiare questa drammatica situazione in cui viviamo?

Il miglior metodo è quella di stimolare la competività economica e culturale attraverso l’innovazione e lo sviluppo delle tecnologie.
Secondo quanto emerge dalla totalità o quasi delle ricerche in merito, la crescita tecnologica è infatti considerata tra i fattori determinanti per la crescita economica. Secondo la letteratura ampiamente condivisa esistono 3 canali principali attraverso i quali l’ICT può influenzare la produttività e la crescita di un sistema-paese:

  • effetto produzione: l’accelerazione della produttività nel settore che produce queste stesse tecnologie che, diventando più efficiente del resto dell’economia, tende ad aumentare la produttività media del sistema;
  • effetto utilizzo: le imprese di altri settori, dotandosi delle tecnologie digitali aumentano lo stock di capitale per addetto, così aumentando la produttività del lavoro;
  • spillover: l’adozione delle nuove tecnologie, dato che migliora il modo in cui le aziende combinano i fattori produttivi, ha un effetto ricaduta sulla “produttività totale dei fattori”, che riguarda gli effetti di un loro migliore utilizzo.

In generale, gli investimenti in tecnologie e servizi innovativi hanno un effetto moltiplicatore su tutto il sistema economico: negli ultimi 5 anni le imprese del settore dei servizi innovativi e tecnologici nello stato italiano hanno aumentato gli investimenti da 16 a 24 miliardi di euro (circa il 2% del PIL) creando 500mila nuovi posti di lavoro ad alto profilo di conoscenza.
Gli effetti benefici valgono anche per il settore pubblico, se consideriamo che in generale l’innovazione tecnologica permette la semplificazione e l’alleggerimento della burocrazia per accedere alle informazioni, alle applicazioni ed ai servizi pubblici on-line, di trasparenza, riducendo i costi amministrativi e i tempi di risposta dell’amministrazione.
Ogni anno l’insieme delle imprese in ITA paga circa 15 miliardi di euro per costi della burocrazia e rapporti con l’amministrazione pubblica, pari all’1% del PIL. E chi paga di più sono proprio le piccole imprese, con meno di 9 dipendenti, che hanno il peso enorme di 11 miliardi di euro sulle proprie spalle.
Bene, emerge proprio in questi giorni che le prospettive di sviluppo della banda larga in ITA sono praticamente ridotte al lumicino.
Il Veneto non si sottrae a questa situazione, anzi.
Per quanto riguarda l’uso di internet a banda larga siamo tra le ultime regioni in Europa, a livello assoluto, come confermato anche dalle ultime statistiche di Eurostat, che vedono solo il 32% delle famiglie venete avere in casa una connessione a banda larga e solo il 48% disporre di un accesso veloce ad internet. E non va meglio in altri ambiti: solo il 39% dei Veneti ha accesso al web almeno una volta alla settimana e i Veneti che nell’ultimo anno hanno acquistato un bene o un servizio su internet sono solo il 13%.

Per completare un quadro preoccupante, emerge la grande inconsapevolezza e analfabetismo informatico dell’attuale classe dirigente veneta, visto che, grazie alla scelta scellerata e bipartisan ispirata dal presidente del consiglio regionale Marino Finozzi (leghista) per aggiornare il sito internet del consiglio regionale siamo andati a spendere una follia (7 milioni e mezzo di euro) senza uno straccio di analisi degna di essere chiamata tale e dando l’incarico a una società di Roma, con un bel ceffone a tutte le aziende hi-tech Venete che avrebbero potuto svolgere tale compito.

Insomma, per noi Veneti l’unica possibilità di intraprendere la strada dello sviluppo dell’infrastruttura tecnologica prima e della società dell’informazione poi sta solo nella riconquista della nostra capacità di decidere e nella formazione di una nuova, preparata e moderna classe dirigente non educata alla malagestione italica e ad essa asservita.
Solo l’indipendenza politica ci darà pertanto l’innovazione e lo sviluppo tecnologico che sono i catalizzatori fondamentali di un’economia veneta competitiva, forte, libera.

Gianluca Busato

Veneti al 1000×1000

1000x1000

Comincia da subito la campagna elettorale del Pnv per le regionali del 2010.

Abbiamo un obiettivo chiaro: l’indipendenza veneta.

Abbiamo un percorso semplice e legale: indire un referendum con monitoraggio internazionale.

Questa è la strada tracciata dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite per quei popoli che vogliono diventare stati moderni del ventunesimo secolo e lasciarsi alle spalle i contenitori ottocenteschi che li colonizzano.

Paesi come il Montenegro hanno raggiunto la maggioranza referendaria nel 2006 (ed ora hanno il 12% di tasse). Altri come il Quebec hanno raggiunto solo il 49%. Non importa, non abbiamo paura di proporre un quesito coraggioso alla nostra gente.

Questo è il percorso intrappreso dalla Groenlandia nel 2009 per raggiungere l’indipendenza dalla Danimarca. Questa è la strada imboccata anche dalla Scozia per il 2010.

Noi veneti vogliamo raggiungere la nostra felicità tramite vie civili. Non è la farsa dell’autonomia che richiede 2/3 del parlamento italiano per alterare la costituzione italiana.

La comunità internazionale ci tutela perché sia solo una maggioranza di veneti a decidere. Dei 5 milioni di veneti, meno di 4 milioni hanno diritto di voto. Di questi basta un quorum di 2 milioni, e fra questi una maggioranza che si esprima a favore.

Basta solo 1 milione di veneti per diventare indipendenti.

Questo perché:

· Persino la legge italiana riconosce lo status di Popolo Veneto (art 2, L.340/71 Statuto Regionale)
· Lo stato italiano sottoscrive il diritto all’indipendenza di un popolo (Patto di New York, L. 881/77).
· Dal Febbraio 2006 in Italia perseguire l’indipendenza non è più reato di opinione (L.85/2006).

Per fare ciò è essenziale vincere alle regionali per ottenere una presenza istituzionale di peso che faccia da interlocutore direttamente con la comunità internazionale. Non basta essere un’associazione che raccoglie firme, ed è per questo che abbiamo intrapreso il percorso elettorale.

Veneti al 1000 x 1000 è la nostra campagna di fund raising. Contiamo sul sostegno di un migliaio di imprenditori veneti che credono nel nostro percorso e sulle capacità del nostro team.

Abbiamo una squadra che senza fondi, ma solo con l’entusiasmo di tanti giovani e tante idee è riuscita a presentare l’opzione dell’indipendenza alle provinciali 2009 di Padova e Venezia.

Mille veneti che ci sostengono con mille euro ciascuno, per raggiungere un budget di un milione e fare una campagna schiacciante per le regionali del 2010.

Mandiamo a casa tutti questi politici vassalli di altre capitali. Riappropriamoci della nostra identità.

Puoi donare già da ora anche solo una cifra modesta. Sarà una piccola goccia a far traboccare il vaso: dona

Per essere uno dei 1000 veneti, contattaci a:

tel: 041.96.37.943, e-mail: 1000@pnveneto.org

Lodovico Pizzati
Pnv

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La formica veneta che scivola nel bicchiere

formicaNoi veneti possiamo ben dire che siamo molto più informati di 10, 20 o 30 anni fa.
Abbiamo internet, abbiamo la tv, abbiamo i giornali, ma siamo sempre più simili a quella formichina che è finita sul fondo del bicchiere bagnato e cerca maledettamente di arrampicarsi sulla parete, ma non ce la fa…scivola scivola scivola sempre sul fondo di quel maledetto bicchiere!
Mille notizie, mille flash che si sovrappongono nell’arco di una giornata, come tante copertine che coprono il libro di notizie che passa ogni poco in secondo piano, nel grande museo del dimenticatoio.
Così come il tempo che sembra essersi ristretto rispetto al recente passato: quale tremendo detersivo usa ora la lavatrice della storia per non lasciarci più nemmeno la facoltà di riflettere anche solo su ciò che è avvenuto ieri, o l’altro ieri?
Questa rincorsa terribile oggi ci lascia inebetiti di fronte alla crescita di una povertà quasi inconsapevole. I mutui sono sempre più difficili da pagare, quest’anno una settimana solo di vacanze, magari qui vicino, diminuiamo le cene fuori, fa anche bene alla salute, l’auto la cambieremo l’anno prossimo, forse.
Cambiamo occhiali e guardiamo a cosa succede ad un livello più alto: nessuno ha la strana maledetta sensazione che lo stato stia andando in malora? È solo di pochi pessimisti la constatazione che i treni sono più sporchi, più inefficienti? Che le strade sono malandate, che i lavori pubblici procedono con il contagocce? Sono solo alcuni corvi a chiedersi se ciò che è successo con i rifiuti a Napoli un anno fa e a Palermo quest’anno non sia un fenomeno pericolosamente vicino ad avverarsi anche a Padova, o a Mestre? E i servizi per le famiglie, come gli asili, spesso quelli parrocchiali, stanno per caso assottigliando il loro livello di qualità e di supporto, oppure sono bufale dei nemici dei manovratori? È solo pessimismo disfattista constatare l’assurda ingiustizia della giustizia italica e l’ìmpunità di cui gode la criminalità, affiancata dalla terribile, beffarda e tracotante arroganza del giudizio trikolorito quando coinvolge il cittadino veneto per bene.
Alziamo ancora il livello. La produzione crolla nel burrone della bancarotta di stato, la voragine del debito pubblico italiano è ormai un buco nero che tutto si divora, a cominciare dall’onestà intellettuale dei politici centralisti, che forse forse assomigliano sempre più a quel Ceauşescu che negli ultimi tempi della sua dittatura comunista grattava il grattabile a accumulava ricchezze inaudite nei suoi conti segreti in Svizzera.
I politici italiani quanti conti segreti in Svizzera avranno, conti segreti che magari si gonfiano giorno dopo giorno grazie alla razzia totale delle nostre risorse, del frutto del nostro lavoro, grattando il fondo, rubando il rubabile?
E venendo a noi, quanti di questi politici sono veneti? E quanto sono pagati per tenerci schiavi di uno stato pappone e maledetto, assassino di ogni speranza e di ogni futuro?
Di per sé tutto ciò non avrebbe in vero una grande grande importanza se noi sapessimo che la libertà è ad un attimo da noi.
Per asciugare quel bicchiere bagnato e per far tornare libera la formichina veneta non serve poi molto: basta un voto, basta una firma, basta una piccola donazione.

Basta volerla, la nostra indipendenza.

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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